Mobile Marketing spostati: una vocina sta sussurrando che il tuo grande momento è ormai terminato.

In realtà questa voce assomiglia più ad un urlo, ed è un “Echo” che rimbomba nel panorama digitale diventando pian piano l’elemento con maggior potenziale distruttivo da quando l’internet è diventato piattaforma visuale. 

Ma quanto sarà rumorosa questa esplosione? Abbiamo raccolto per voi giusto qualche dato sull’impatto che questa comunicazione voice-centric sta avendo sul consumatore finale e su come i markettari di tutto il mondo stiano reagendo.

“55% of adults will have a smart speaker by 2022” – OC&C Strategy Consultants

Numeri che raddoppiano rispetto allo scarso 20% di americani che lo scorso anno ne possedevano uno secondo i dati contenuti nello Smart Speaker Consumer Report

“24% of respondents would rather use a voice assistant than visit a website” – Capgemini

“43% of companies already invest in technology to enable voice marketing” – Sondaggio raccolto al 2018 Digiday AI Marketing Summit.

Quali sono i Trend della Voice SEO?

Le ultime ricerche condotte da OC&C Strategy Consultants prevedono un incremento dello shopping vocale che raggiungerà i $40 miliardi entro il 2022 (partendo dai $2 miliardi attuali). Tuttavia, il tocco finale per una perfetta UX nell’ambito dell’e-commerce vocale deve ancora essere implementato per poter raggiungere l’adozione di massa prevista già prevista da retailers del calibro di Amazon.

Secondo un report di Adobe Analytics condiviso da Adweek, i consumatori sono più propensi ad utilizzare le tecnologie a controllo vocale per informarsi a proposito dei prodotti da comprare (47%), aggiungere prodotti ad una shopping list (43%) o avere una comparazione dei prodotti in base al prezzo (32%), piuttosto che usarle per finalizzare l’acquisto. Perfino chi dice di utilizzare gli ordini vocali ammette però di farlo sporadicamente per piccoli ordini soggetti a consegna (25%) o solo per riordinare prodotti già acquistati in passato (21%).

Alla ricerca di assistenza vocale

Anche se i consumatori quest’anno non delegheranno necessariamente i propri acquisti pre-partenza natalizia ad Alexa, ci sono molteplici maniere in cui i brand  potrebbero – e dovrebbero – iniziare ad integrare tecnologie a responso vocale all’interno delle proprie pianificazioni di marketing.

Come già successo nel Marketing, è probabile che l’impaziente rivoluzione vocale inizi tramite la casella di ricerca. Miliardi, come ci mostrano i dati raccolti da Alpine.AI, ogni mese vengono effettuate miliardi di ricerche vocali online, e comScore stima che entro la fine del 2020 il 50% di tutte le ricerche sarà di tipo vocale.

Per affrontare questo panorama (letteralmente) rumoroso, i content marketers potrebbero avere la necessità di seguire qualche linea guida SEO per relazionarsi con i nuovi bisogni e comportamenti degli “spoken-word searchers”. Per esempio, come ci fa notare un post di JBH, le parole chiave di quello che sono le ricerche vocali si riferiscono più ad argomenti detti on-the-go e che richiedano un livello basso di interazione diretta (almeno secondo Google). I content marketers potrebbero decidere quindi di volersi focalizzare su tipologie differenti di contenuto, così che le risposte fornite siano più veloci e concise possibili – come ad esempio pagine FAQ.

Da considerare: Quando si tratta di ottimizzare un contenuto per la voice search, è oltretutto importante ricordare che gli assistenti digitali offriranno solamente un singolo risultato per richiesta. La chiave per essere sempre sulla punta della lingua di siri potrebbe risiedere nell’avere contenuti che appaiono come featured snippet – la posizione di maggior rilevanza sulla SERP.

I contenuti web si evolvono e si adattano alla Voice SEO.

Intercetta il tuo cliente

La visione d’insieme di quello che saranno le opportunità nel campo dell’interfaccia colloquiale deve ancora prendere forma ma, allo stesso modo, i brand possono già aprirsi alla discussione verbale diretta con il proprio cliente costruendo chatbot abilitati alla conversazione verbale che siano capaci di restituire informazioni rilevanti e contenuti utili come risposta a richieste parlate.

Utilizzando facilitazioni come il Natural Language Processing (NLP), i chatbots stanno diventando sempre più precisi nell’interpretare il significato e intento di una richiesta andando ben oltre la semplice trascrizione di keywords e frasi. Questo significa che le risposte avranno una accuratezza ben maggiore e, come effetto diretto, il cliente sarà maggiormente soddisfatto dalla customer experience che il brand ha fornito.

In ogni caso, per massimizzare i benefits generati dalle tecnologie legate ai chatbot, il tuo brand necessiterà una content strategy sottostante sviluppata ad HOC. Secondo un’intervista fatta con Noi Urbina, founder di Urbina Consulting, questo include l’implementazione di una tassonomia ben pensata, un metadata plan e l’utilizzo di processi come le task analysis per capire meglio quali siano gli obiettivi ed intenti di un cliente durante la propria customer journey.

Creare un mondo di engagement vocale

Un altro buon punto di accesso per i brand nel mondo del voice-responce è sicuramente la costruzione di un una custom-branded skill, pensatela come una audio-only mobile app per tutti i geek del mondo del controllo vocale. I marketer possono studiare nuove funzionalità che diano al consumatore finale funzioni audio di valore – come aggiornamenti giornalieri, la spiegazione step-by-step di una ricetta o persino puzzle game, senza però scordarci dello storytelling – che estendano l’engagement dell’audience o che diano maggiore flessibilità nel controllo e nell’interazione con l’azienda e con il prodotto.

Un esempio lampante è quello fornitoci dalla Serie TV “Mr Robot”, che è riuscita ad estendere la propria, già piena di azione, stagione 3, all’interno di un gioco a controllo vocale chiamato The Daily Five/Nine, scarcabile tranquillamente da Alexa.

Anche LEGO si è buttato in questo nuovo e fantastico mondo con la propria “Duplo Stories Skill”, software che permette ad Alexa di aiutare bambini tra i 2 ed i 5 anni a sviluppare la propria immaginazione tramite lo storytelling e l’utilizzo dei famosi mattoncini colorati che tutti noi abbiamo utilizzato almeno una volta anche se in modo forse più tradizionale.

Secondo le informazioni rilasciate da Digiday, LEGO starebbe inoltre pensando a come sviluppare altre tecnologie che vadano ad impattare sulle proprie vendite e la marketing experience fornita nel futuro. Per fornire un ulteriore esempio, James Poulter, capo delle piattaforme emergenti in The Lego Group, vede un futuro in cui ogni volta che qualcuno acquisterà un prodotto lego potrà andare a casa e trovare già installata in Alexa la relativa skill in grado di offrire funzionalità aggiuntive al prodotto fisico e in grado di valutare la soddisfazione del cliente con il prodotto stesso.

C’è però da ricordare che nonostante un brand possa sviluppare un assistente vocale di tutto rispetto, il mercato non è ancora pronto ad una completa transizione costringendo quindi ad un continuo sviluppo in parallelo anche dei canali più tradizionali.

In conclusione

Sicuramente, come con ogni nuova tecnologia, le informazioni raccolte nella strategia di content marketing e nel piano editoriale dovrebbero includere un pensiero su come il brand intende rispondere ad un nuovo trend come quello degli assistenti vocali e nel caso come dovrebbe investire in campo contenutistico.

Per capire quanto il tuo business sia pronto a questa rivoluzione dovresti chiederti una serie di domande come:

Il tuo target è composto da FOMO-driven early adopters, smart-home enthusiasts o utenti con caratteristiche demografiche o fisiche che sarebbero interessati ad interagire in questo nuovo modo piuttosto che tramite le piattaforme più tradizionali?

Sei in grado di realizzare un contenuto o servizio che possa offrire una esperienza di vero valore e contestualmente rilevante per l’utente finale?

Quali risultati ti aspetti di raggiungere attraverso questo investimento e come intendi valutarli?

Se non sei in grado di rispondere a queste domande — o il responso è negativo —  sarebbe meglio per te aspettare ed osservare l’evoluzione di questa nuova realtà prima di fare un passo falso.

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